di Yu Hua
Vendere il proprio sangue a pagamento era e rimane una pratica piuttosto diffusa in molti Paesi, tra cui la Cina, abbastanza remunerativa nonostante l'immancabile corruzione che gli gira attorno.
Nel villaggio di campagna dove Xu Sanguan è cresciuto viene addirittura vista come un sintomo di buona salute e dell'utilizzo della forza dei propri antentati da dirottare su scopi di estrema importanza.
E così questo operaio in un setificio, anche se in città la vendita del sangue è socialmente disapprovata, ne approfitta, prima, per mettere da parte i soldi per sposarsi e, in seguito, ogniqualvolta ce ne sia bisogno per il bene della famiglia.
Gira attorno a queste vicende una visione dal basso, allo stesso tempo ironica, tragica e grottesca, della Repubblica Popolare Cinese dalla rivoluzione culturale al grande balzo in avanti, fino alle prime timide riforme di apertura.
Certo in un Paese che si proclama comunista, la salute pubblica dovrebbe essere il primo bene da condividere e non invece da mercificare.