mercoledì 26 settembre 2012

Mappe da Kyoto


Toshi se ne stava sdraiato sul letto, consultando sullo schermo gigante appeso al soffitto vecchie cartine meteorologiche scaricate dall’archivio online della Biblioteca Universitaria di Kyoto, di cui era custode.
Era il 31/12/2050, giorno di scadenza dell’impegno a ridurre del 50% le emissioni inquinanti preso tre decenni prima da 160 Paesi.
Toshi avrebbe preferito lavorare direttamente su quelle vecchie mappe, ma la Biblioteca dove erano depositati tutti i testi stampati ancora esistenti era sigillata e climatizzata, per evitarne l'immediato deterioramento a causa dell'umidità.
Pioveva ininterrottamente da 5 anni, 7 mesi e 10 giorni. L’inversione del trend di accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera, faticosamente raggiunto più per la caduta dell’economia che per la volontà dei governi e delle corporation, aveva avuto come effetto perverso l'inizio di una pioggia incessante, che andava avanti su tutto il globo da 2050 giorni. Le immense nuvole accumulate in decenni di effetto serra stavano scaricando tutto il loro acido potenziale.
In altri tempi e in altri luoghi si era detto che, a causa dell’umidità, i pesci avrebbero ben potuto attraversare metaforicamente la stanza nuotando nell’aria. Ora, considerate le mutazioni genetiche dell’ultimo mezzo secolo, la cosa non era da escludere neppure nella realtà.
Toshi, che era laureato in metereologia ma sbarcava il lunario come custode della Biblioteca, analizzando venti e correnti giunse alla conclusione che, proprio l’ultimo giorno previsto dal protocollo di Kyoto 2, il secondo diluvio universale stava per finire, e poteva finalmente avere inizio un nuovo equilibrio.
In quel preciso momento a Kyoto una gigantesca carpa Koi guizzò tra lo schermo e il letto.



(Mappa di Kyoto, da Meeting with Japan di Fosco Maraini, p. 204)

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