Toshi
se ne stava sdraiato sul letto, consultando sullo schermo gigante
appeso al soffitto vecchie cartine meteorologiche scaricate
dall’archivio online della Biblioteca Universitaria di Kyoto, di
cui era custode.
Era
il 31/12/2050, giorno di scadenza dell’impegno a ridurre del 50% le
emissioni inquinanti preso tre decenni prima da 160 Paesi.
Toshi
avrebbe preferito lavorare direttamente su quelle vecchie mappe, ma
la Biblioteca dove erano depositati tutti i testi stampati ancora
esistenti era sigillata e climatizzata, per evitarne l'immediato
deterioramento a causa dell'umidità.
Pioveva
ininterrottamente da 5 anni, 7 mesi e 10 giorni. L’inversione del
trend di accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera,
faticosamente raggiunto più per la caduta dell’economia che per la
volontà dei governi e delle corporation, aveva avuto come effetto
perverso l'inizio di una pioggia incessante, che andava avanti su
tutto il globo da 2050 giorni. Le immense nuvole accumulate in
decenni di effetto serra stavano scaricando tutto il loro acido
potenziale.
In
altri tempi e in altri luoghi si era detto che, a causa dell’umidità,
i pesci avrebbero ben potuto attraversare metaforicamente la stanza
nuotando nell’aria. Ora, considerate le mutazioni genetiche
dell’ultimo mezzo secolo, la cosa non era da escludere neppure
nella realtà.
Toshi,
che era laureato in metereologia ma sbarcava il lunario come custode
della Biblioteca, analizzando venti e correnti giunse alla
conclusione che, proprio l’ultimo giorno previsto dal protocollo di
Kyoto 2, il secondo diluvio universale stava per finire, e poteva
finalmente avere inizio un nuovo equilibrio.
In
quel preciso momento a Kyoto una gigantesca carpa Koi guizzò tra lo
schermo e il letto.
(Mappa di Kyoto, da Meeting with Japan di Fosco Maraini, p. 204)
(Mappa di Kyoto, da Meeting with Japan di Fosco Maraini, p. 204)


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