
La Biblioteca del Soviet di Smolensk a quell'ora del pomeriggio non era molto affollata.
Ma l'entità altrove conosciuta come Salvor non riuscì a scorgere, tra i pochi visitatori, la persona che cercava, così come non era riuscito a trovarla alcuni istanti prima nel villaggio di Petrovici.
Una piccola indagine, e dopo alcune ore avrà più fortuna alla Brooklyn Public Library, dove un adolescente appassionato di chimica è intento a sfogliare, con un certo interesse, una raccolta di poesie di Erik Axel Karlfeld, appena premiato con il Nobel postumo per la Letteratura.
Sul pianeta-città Trantor non esistevano biblioteche, non esistevano più. La trasmissione della conoscenza avveniva da tempo tramite il pensiero, e il palazzo della Biblioteca Centrale era diventato la sede del potere politico.
Salvor non ci aveva messo molto a convincere il giovane Isaac a seguirlo. Nel timore che tutta la produzione culturale e la conoscenza dell'Impero potessero andare perdute sotto i possenti colpi di Gilmer, aveva chiesto il suo aiuto. Era convinto di dovere approfittare di quella intelligenza fuori dal comune.
Isaac apprende qui, in poco tempo, tutto quello che gli interessa di chimica e biologia, scienze e pseudoscienze.
E poi? Come trasmettere tutto questo sapere ad un pianeta arretrato come la Terra, che anzi proprio in quegli anni stava andando incontro ad uno dei periodi più bui di sempre, l'avvento dei totalitarismi e la guerra più distruttiva e crudele della Storia?
Conscio della difficoltà di conservare e diffondere da solo una mole di nozioni così innovative per la sua epoca, costruisce nel corso degli anni un complesso Ciclo di Storie, ai limiti dell'incredibile ma così verosimili, e detta le Tre Leggi della Robotica.
Gli altri l'avrebbero chiamata fantascienza.
(versione 2)
