domenica 7 agosto 2011

Sennentuntschi

Una diffusa leggenda alpina racconta che, per soddisfare le proprie pulsioni in mancanza di una donna vera, sia sufficiente evocarla, costruendo una bambola di stracci e paglia, la Sennentuntschi. Ma il seguito della leggenda è da film horror: la ragazza si vendicherebbe delle violenze subite costruendo a sua volta dei pupazzi, impagliati con la pelle degli stupratori.

Uomini isolati in vallate remote, con la sola compagnia degli animali cui devono badare.
Non è Brokeback Mountain, ma una baita in un alpeggio grigionese nel 1975. Al posto di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal ci sono un anziano casaro e il figlioccio, rimasto offeso dopo una valanga in cui ha perso i genitori e la parola, insieme ad un misterioso personaggio arrivato dalla città.

Un ambiente, soprattutto nelle lunghe notti invernali, dove non dev'essere da tutti mantenere una condotta moralmente ineccepibile, allo stesso modo in cui, troppo spesso, viene meno il rispetto del precetto cattolico della castità proprio in chi dovrebbe invitare a farlo rispettare.
Certe leggende, purtroppo, nascono a volte per coprire violenze, incesti e comportamenti socialmente inaccettabili. E' così semplice dare la colpa al demonio!

Lassù, tra i fumi dell'alcol e dell'assenzio, la leggenda della Sennentuntschi viene rispolverata.
Contemporaneamente in paese succedono fatti strani, tra cui la comparsa di una altrettanto misteriosa ragazza, non in condizioni di parlare. Gli abitanti del villaggio, evidentemente superstiziosi, ben presto si schierano con un mistico doncamillo e un arrogante peppone contro il tutore dell'ordine, un giovane piuttosto indulgente ma che sembra essere l'unico a trattare la donna come una persona e a mantenere il contatto con la realtà. Proprio mentre la ragazza comincia a fare la spola tra il fondovalle e l'alpeggio.

Enigmi arcani o, semplicemente, crimini?

La trasposizione cinematografica dello zurighese Michael Steiner non è propriamente un film horror, nonostante alcune scene piuttosto crude, ma la tensione resta percepibile.
La conta dei cadaveri, che infine non sembra quadrare del tutto, e l'incongruenza tra i diversi piani temporali, sembrano confermare l'idea di un dilemma irrisolto tra reale e soprannaturale.
Sempre che non si tratti di un incidente in fase di montaggio.

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